Quello che l'università non ti dice

Pubblicato il 5 febbraio 2026 alle ore 09:12

Le 3 skill (vere) che ti servono per non farti sostituire dall'AI.

A cura dell’avv. Massimo Bianca

Se pensi che una laurea con 110 e lode sia ancora il tuo scudo magico contro la disoccupazione, ho una brutta notizia: l'Intelligenza Artificiale non ha bisogno del tuo pezzo di carta. L'AI sa già scrivere codice, tradurre testi, analizzare dati e creare grafiche in pochi secondi.

L’università ti insegna a rispondere a domande che hanno già una soluzione scritta. Il mondo del lavoro oggi, invece, ti chiede di gestire il caos. Per non farti sostituire da un algoritmo nei prossimi tre anni, non devi diventare più veloce di un computer (spoiler: non puoi), ma devi diventare più umano.

Ecco le 3 skill su cui devi puntare tutto ora, mentre gli altri sono ancora impegnati a sottolineare dispense.

1. Prompt Engineering & AI Collaboration

Smettila di avere paura dell'AI e inizia a usarla come se fosse il tuo stagista super-veloce. Non conta più saper fare una cosa manualmente, conta saper dare le istruzioni giuste per farla fare alla macchina. Saper comunicare con l'intelligenza artificiale (il cosiddetto Prompt Engineering) diventerà la competenza base per ogni settore. Chi sa usare l'AI per decuplicare la propria produttività rimarrà al comando; chi si rifiuta di toccarla finirà fuori mercato. Non combattere l'onda, impara a cavalcarla.

2. Pensiero Critico e "Fiuto" per la Verità

L'AI è un generatore di probabilità, non di verità. Sforna contenuti che "sembrano" giusti, ma che spesso sono pieni di errori o allucinazioni. Qui entri in gioco tu. La tua capacità di analizzare un'informazione, verificarne le fonti e capire se ha senso logico o etico è una skill che un software non possiede. Il tuo valore non sarà più produrre il contenuto, ma essere il curatore finale: quello che dice "questo è corretto, questo è originale, questo spacca". L'AI è il motore, ma tu devi restare il pilota.

3. Intelligenza Emotiva e Negoziazione Complessa

Un algoritmo non può provare empatia. Non può capire se un cliente è frustrato, non può mediare in un team che sta litigando e non può costruire una relazione di fiducia davanti a un caffè. Le "human-centric skills" sono il tuo unico vero vantaggio competitivo. Saper negoziare, saper vendere un’idea (non solo un prodotto) e saper gestire le dinamiche umane sono competenze che l'AI non potrà simulare in modo autentico. Se sai connetterti con le persone a un livello profondo, sarai sempre indispensabile.

In sintesi: Mentre i tuoi coetanei si preoccupano di imparare a memoria definizioni che tra due anni saranno obsolete, tu concentrati sul capire come funzionano gli strumenti digitali e, soprattutto, come funzionano gli esseri umani.

Il futuro non appartiene alle macchine e nemmeno agli umani "tradizionali". Appartiene agli umani aumentati: quelli che usano il cuore per connettersi e l'AI per eseguire.